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Gaiano
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mwfaGaiano è una mwfqfrazione del comune di mwfgCollecchio, in mwfwprovincia di Parma.

La località dista 4,48mwgq km dal capoluogo.cite-ref-la-frazione-di-gaiano-1-1[1]

Contents

Storia
Note

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Geografia fisica

Gaiano sorge alla quota di 118mwiq m mwigs.l.m.,cite-ref-la-frazione-di-gaiano-1-2[1] sulla sponda destra del mwjwfiume Taro, ai piedi dei rilievi collinari. La vicina località di Oppiano è collocata a ovest, sulla riva del corso d'acqua.cite-ref-dall-aglio-712-3-0[3]

Origini del nome

L'origine del nome della località, nota fino al mwlgXIX secolo come Gajano,cite-ref-4[4] non è chiara. Secondo alcune ipotesi, il toponimo potrebbe derivare dal mwmwprediale mwnalatino mwnqVicus Gaianus, in riferimento a un cittadino romano chiamato mwngGaius. Secondo altre, proverrebbe invece dal mwnwlongobardo mwoaGahagi, poi divenuto mwoqGazum e mwogGaium, col significato di "territorio riservato".cite-ref-gaiano-5-0[5]

Storia

Il borgo di Gaiano fu fondato in epoca mwqqaltomedievale; le più antiche testimonianze della sua esistenza risalgono al 28 dicembre 980, quando mwqgGajanum fu menzionato tra i territori di cui il mwqwcapitolo della Cattedrale di Parma ricevette conferma del possesso da parte dell'mwraimperatore del Sacro Romano Impero mwrqOttone II di Sassonia,cite-ref-dall-aglio-712-3-1[3]cite-ref-6[6] e al giugno 996, quando mwtgOttone III di Sassonia rinnovò l'atto del suo predecessore.cite-ref-dall-aglio-712-3-2[3]cite-ref-7[7]

La zona era all'epoca attraversata da un ramo della mwwavia Francigena, percorsa dai mwwqpellegrini diretti a mwwgRoma dal Nord Europa.cite-ref-dall-aglio-713-8-0[8]

L'11 giugno 1005 fu nominata per la prima volta la pieve di Santa Maria di Gaiano, nell'mwyaOrdo Archipresbiterorum Plebium voluto dal mwyqvescovo di Parma Sigefredo II.cite-ref-dall-aglio-713-8-1[8]cite-ref-9[9] Tuttavia, la vicinanza con la mwagpieve di Collecchio determinò la rapida decadenza della chiesa, che perse lo mwawius plebanale entro gli inizi del mwbaXIII secolo in favore dell'edificio collecchiese.cite-ref-dall-aglio-713-8-2[8]

I canonici della cattedrale di Parma ricevettero altre donazioni di terre a Gaiano, come testimoniato da un atto di convalida redatto dal vescovo Everardo nel 1081.cite-ref-10[10]

Il 26 maggio 1111 l'imperatore mwdwEnrico V di Franconia confermò al capitolo il possesso dei territori detenuti in Gaiano e in numerose altre zone.cite-ref-dall-aglio-712-3-3[3]cite-ref-11[11]

Nel 1187 il mwgqpapa Gregorio VIII assegnò al mwggmonastero di San Paolo di mwgwParma le terre possedute a mwhaVilla Opplani e mwhqGallano, oltre a numerose altre del Parmense.cite-ref-dall-aglio-712-3-4[3]cite-ref-12[12]

Agli inizi del mwjwXV secolo, negli anni in cui il Parmense fu sconvolto dalle guerre tra numerose famiglie nobili unite da alleanze talvolta alterne, la zona apparteneva ai conti mwkaRossi. Nel 1403 i borghi loro appartenenti di mwkqOzzano, Gaiano, mwkgTalignano e mwkwFornovo furono assaltati e depredati dalle truppe di Giacomo Dalla Croce e mwlaBartolomeo Gonzaga.cite-ref-13[13]

Nel 1482 mwmgPier Maria II de' Rossi assegnò al figlio mwmwBertrando le terre di Ozzano, Gaiano, Oppiano, mwnaGiarola e Talignano, insieme a numerose altre del Parmense.cite-ref-14[14]

Nel 1495 si svolse nella vicina Gualatica o mwogAqualatula, successivamente scomparsa a causa dell'erosione delle acque del Taro, la cosiddetta mwowbattaglia di Fornovo, che oppose l'esercito del mwpare di Francia mwpqCarlo VIII di Valois, accampato sulla sponda sinistra del Taro, e la Lega Antifrancese guidata dai mwpgmilanesi e dai mwpwveneziani, acquartierata sulla destra, tra Oppiano e Giarola.cite-ref-dall-aglio-713-8-3[8]cite-ref-15[15]

L'ex pieve di Gaiano fu in seguito abbandonata e nel 1564 fu estesa la giurisdizione della mwsqchiesa di Oppiano anche su Gaiano.cite-ref-dall-aglio-713-8-4[8]

Nel 1650 il mwtwduca di Parma mwuaRanuccio II Farnese elevò il feudo di mwuqVizzola, Gaiano e Oppiano a contea e lo assegnò a Ottavio II Linati, che lo trasmise ai suoi discendenti.cite-ref-16[16]

Nella seconda metà del mwvwXVII secolo il borgo di Oppiano fu devastato da un'alluvione del Taro, che distrusse anche la chiesa mwwaromanica e l'adiacente monastero mwwqbenedettino; il luogo di culto fu ricostruito intorno alla metà del mwwgXVIII secolo su iniziativa dei frati.cite-ref-dall-aglio-714-17-0[17]

Nel 1800 il conte Filippo Linati ricevette conferma dei diritti feudali su Vizzola, Gaiano e Oppiano, che mantenne fino alla soppressione mwyanapoleonica del 1805.cite-ref-18[18]

Nel 1806 Gaiano e Oppiano furono aggregate al nuovo comune di mwzgSala Baganza, di cui rimasero frazioni fino al 1869, quando furono unite al comune di Collecchio.cite-ref-gaiano-5-1[5]cite-ref-19[19]

In seguito allo sviluppo della frazione di Gaiano, nel 1968 furono avviati i lavori di costruzione di una moderna chiesa ai margini del centro abitato, lungo la mw2astrada statale 62 della Cisa; l'antico luogo di culto di Oppiano divenne mw2qsussidiario del nuovo tempio di Gaiano, completato nel 1970.cite-ref-chiesa-della-purificazione-di-maria-vergine-20-0[20] cite-ref-dall-aglio-714-17-1[17]

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa della Purificazione di Maria Vergine a Oppiano

Menzionata per la prima volta nell'mw6gXI secolo, la cappella mw6wromanica di Oppiano, affiancata da un monastero gestito dai mw7abenedettini dell'mw7qabbazia di Chaise-Dieu, fu affidata nel mw7gXVI secolo ai frati dell'mw7wabbazia di San Giovanni Evangelista di mw8aParma, che trasformarono in mw8qgrancia la proprietà; distrutta da una rovinosa piena del Taro nella seconda metà del secolo, la chiesa fu ricostruita in forme mw8gbarocche tra il 1754 e il 1762, su progetto dell'architetto Domenico Manfredi; divenuta succursale della moderna chiesa di Gaiano completata nel 1970, fu esternamente restaurata tra il 2004 e il 2008. Il tempio, caratterizzato dalla semplice mw8wfacciata a salienti intonacata, è internamente ornato con mw9alesene e affiancato da tre cappelle per lato; il presbiterio accoglie l'mw9qaltare maggiore ligneo del 1762 e uno stendardo risalente agli inizi del mw9gXVIII secolo.cite-ref-21[21]cite-ref-cirillo-godi-22-0[22]cite-ref-23[23]

Chiesa della Purificazione di Maria Vergine a Gaiano

Costruita tra il 1968 e il 1970 su progetto dell'architetto mwaquFranco Carpanelli, la moderna chiesa di Gaiano fu solennemente consacrata il 14 giugno 1970 dal cardinale mwaqyGiacomo Lercaro; il tempio, sviluppato su una pianta esagonale, è dominato dalla doppia copertura metallica di forma triangolare, retta da travi in mwaqccalcestruzzo armato; all'interno l'aula è illuminata dalle vetrate laterali e dai lucernari aperti tra le falde del tetto; il presbiterio accoglie il grande altare maggiore cementizio a mensa, coevo del luogo di culto.cite-ref-chiesa-della-purificazione-di-maria-vergine-20-1[20]

Villa Bormioli

Costruita nel mwaq4XVIII secolo per volere dei conti Linati, la villa fu ristrutturata in stile mwaq8neogotico nel mwaraXIX secolo; alienata dagli eredi del conte Filippo II nel 1907 all'imprenditore vetrario Luigi Bormioli, alla sua morte passò ai suoi discendenti. La struttura, sviluppata su una pianta a T sulla sommità di un rilievo collinare, presenta una simmetrica facciata intonacata, elevata su due livelli principali fuori terra e affiancata da due torri in laterizio con basamento a mwarescarpa; al centro si apre il portale d'ingresso principale, sormontato da una mwarilunetta ad mwarmarco acuto e, più in alto, da uno stemma in pietra dei conti Linati; ai lati e ai livelli superiori si trova una serie di finestre ad mwarqarco ogivale; a coronamento si ergono mwarumerli ghibellini in mattoni. All'interno si accede all'androne, chiuso da un soffitto piano; lateralmente, alle basi delle torri sono collocate due sale con copertura a mwaryvolta; di fronte si aprono la sala da pranzo e lo scalone, mentre sul fondo si trova il salone. Il parco, circondato da mwarccastagneti, si estende lungo il pendio.cite-ref-cirillo-godi-22-1[22]cite-ref-24[24]cite-ref-25[25]

Villa Fainardi

Costruita nei primi anni del mwasyXIX secolo per volere della famiglia Poldi, nella seconda metà del secolo la villa passò dall'ultima erede Fulvia Romana, moglie del nobile Ignazio Fainardi, al figlio Enrico, che la trasformò nella sede di un'azienda vinicola; sopraelevata di un piano intorno al 1920 eliminando la torretta sul tetto, fu trasmessa al primogenito Riccardo, che vi realizzò il suo studio da pittore; occupata dall'mwascesercito tedesco durante la mwasgseconda guerra mondiale, alla morte di Riccardo senza eredi diretti la proprietà fu acquistata da Gigetto Cavalli. La struttura, sviluppata su una pianta rettangolare, presenta una simmetrica facciata elevata su tre livelli principali fuori terra; nel mezzo è collocato il portale d'ingresso, sormontato da una portafinestra al primo piano; a coronamento si allunga un profondo cornicione in aggetto. All'interno l'androne centrale passante, caratterizzato dalla pavimentazione in mattonelle in ceramica policroma di mwaskPozzuoli, dà accesso alle sale laterali; gli ambienti accolgono numerosi dipinti di Riccardo Fainardi.cite-ref-26[26]

Infrastrutture e trasporti

La frazione è attraversata dalla mwatastrada statale 62 della Cisa e dalla mwateferrovia Pontremolese,cite-ref-dall-aglio-712-3-5[3] lungo il cui tracciato sorge la dismessa mwatystazione di Gaiano.cite-ref-27[27]

Note

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Bibliografia

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• citerefaff-1793Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo secondo, Parma, Stamperia Carmignani, 1793.
• citerefcirillo-godiGiuseppe Cirillo, Giovanni Godi, Guida artistica del Parmense, II, Parma, Artegrafica Silva, 1986.
• citerefdall-aglioItalo Dall'Aglio, La Diocesi di Parma, I Volume, Parma, Scuola Tipografica Benedettina, 1966.
• citerefgambaraLodovico Gambara, Le ville Parmensi, Parma, La Nazionale Tipografia, 1966.
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• citerefpezzana-1842Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.
• citerefpezzana-1852Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo quarto, Parma, Ducale Tipografia, 1852.
• citerefpezzana-1859Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo quinto, Parma, Reale Tipografia, 1859.
• citerefzuccagni-orlandiniAttilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, Italia superiore o settentrionale Parte VI, Firenze, presso gli Editori, 1839.

Voci correlate

• mwaiiCollecchio

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